Martedì 12 Dic 2017
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Impianti di condizionamento

qualità dell'aria

Da recenti ricerche effettuate da EIMO (Indoor Environment Monitoring & Management Organi­zation) emerge che l’inquinamento degli ambienti residenziali è più nocivo per la salute di quello esterno. Per migliorare la qualità di questi ambienti bisogna conoscere cosa combattere e come farlo efficacemente. Migliorare il clima della casa o dell’ambiente di lavoro significa migliorare la qualità della vita.

Oggi si parla molto dell’inquinamento esterno sottovalutando l’aspetto della qualità dell’am­biente interno (IEQ - Indoor Environment Quality), eppure l’aria di una casa o di un ufficio può essere più inquinata e nociva per l’uomo di quella esterna. Questo perché, oltre agli inquinanti esterni, all’interno di un edificio sono presenti anche altri agenti nocivi di cui spesso si sottovaluta la pericolosità. Ne sono un esempio la formaldeide, i pollini, gli acari e le muffe contenuti nelle tappezzerie e nelle moquette, oppure alcuni composti presenti nei prodotti che abitualmente si utilizzano per la pulizia della casa. L’importanza di avere un’ele­vata qualità dell’aria interna (IAQ - Indoor Air Quality) è ancora maggiore se si considera che la popolazione urbana passa il 90-95% del proprio tempo in ambienti confinati e ogni giorno gli individui respirano molta più aria interna che esterna.

Oltre alla qualità dell’aria, è importante valutare il clima interno , cioè le caratteristiche am­bientali dello spazio confinato in termini di temperatura, umidità relativa e velocità dell’aria. L’EIMO (Indoor Environment Monitoring & Management Organization), in collaborazione con HSA (Habitat Salute Architettura), centro che opera in particolare sui temi della medicina del­l’ambiente costruito, ha effettuato diverse rilevazioni oggettive per valutare il comfort interno di abitazioni e luoghi di lavoro. Dai dati emerge che nella maggior parte dei casi presi in esa­me le temperature sono troppo elevate rispetto alla media di benessere ottimale di 21,5/22 gradi in inverno e 22/24 gradi in estate. Scarsa anche l’umidità relativa, che in condizioni di benessere ottimale dovrebbe essere compresa tra il 45 per cento e il 55 per cento.

Le conseguenze di una scarsa qualità dell’aria interna si riflettono sull’organismo umano attraverso una serie di sintomi, come il bruciore agli occhi e l’irritazione delle vie respiratorie, che possono sfociare nella Sick Building Syndrome (SBS), una sindrome che si manifesta con molteplici sintomi, quali bruciore agli occhi, irritazione alle vie respiratorie ed eritemi della pelle, dovuta all’azione sinergica di più fattori ambientali. Altre patologie legate all’inquinamento interno sono la Building Related Illness (BRI) e la Multiple Chemical Sensitivity (MCS). Si parla di BRI quando esiste un quadro clinico ben definito con una patologia direttamente correlabile a sostanze contaminanti presenti negli ambienti interni. La MCS è invece una malattia cronica causata dall’impossibilità di una persona di tollerare un ambiente chimico o una classe di sostanze chimiche. Nonostante la pericolosità dell’inquinamento degli ambienti interni, la normativa a tutela della salute nei luoghi di lavoro è lacunosa e inesistente per l’ambiente casalingo.

Per migliorare la qualità dell’ambiente interno in cui si vive bisogna intervenire sia a livello di progettazione dell’edificio attraverso un approccio bioclimatico, sia sul risparmio energetico con la riduzione dei consumi degli impianti. Nella progettazione bioclimatica è di fondamentale importanza lo studio sull’orientamento, delle geometrie solari, dell’isolamento, in modo che l’edificio abbia già dalla nascita prestazioni atte a diminuire notevolmente la ne­cessità di riscaldament o in inverno e di raffrescamento in estate. In ogni caso, per migliorare e mantenere standard ottimali di clima e di IAQ, l’utilizzo di una giusta climatizzazione è una prassi corretta.

La nostra proposta:

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Vision di Samsung, la soluzione che offre diverse funzioni innovative:

 

QUALITA’ DELL’ARIA

Il dispositivo MPI crea nell’ambiente climatizzato un’area con una forte concentrazione di ioni che operano una purificazione attiva dell’aria. Il dispositivo MPI genera ioni di idrogeno (H+) che, legandosi agli elettroni (e-), prodotti dallo stesso dispositivo, si trasformano in ioni di idrogeno attivo. Allo stesso modo l’ossigeno presente nell’aria si lega agli elettroni e si tramuta in ioni di ossigeno ( O2-).Gli atomi di idrogeno attivo e gli ioni di ossigeno aderiscono alla superficie della particella nociva. Gli atomi di idrogeno attivo e gli ioni di ossigeno si legano agli atomi di idrogeno (3H) presenti sulla superficie della particella nociva e distruggono la proteinadella membrana. La particella nociva si decompone, gli atomi di idrogeno attivo, gli ioni di ossigeno e l’idrogeno della particella si trasformano in acqua.

CLASSE A ENERGETICA

Per ridurre i consumi e l’emissione di anidride carbonica, Samsung ha prodotto climatizzatori con classe di efficienza energetica A. In ottemperanza con quanto stabilito dalla direttiva europea 2002/31/CE anche i climatizzatori, come già accade per molti altri elettrodomestici, prevedono l’applicazione dell’etichetta energetica. Per ogni apparecchio, la classe di efficienza energetica è espressa in una scala che va dalla A (efficienza maggiore) alla G (efficienza minore). La classe di efficienza energetica è determinata in base al valore di EER (Energy Efficiency Ratio, l’efficienza frigorifera) e di COP (Coefficient Of Performance, l’efficienza in modalità riscaldamento – pompa di calore).

 

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